Negli ultimi anni, la nuova classificazione energetica è diventata un elemento cruciale per chi acquista, vende o affitta un immobile. Dal 2015, con l’introduzione del decreto ministeriale n° 162/15, l’Italia ha adottato un sistema uniforme per valutare le prestazioni energetiche degli edifici, rendendo obbligatoria la certificazione attraverso l’Attestato di Prestazione Energetica (APE).
Che cos’è la nuova classificazione energetica degli edifici
La nuova classificazione energetica rappresenta un sistema standardizzato che valuta l’efficienza energetica di un immobile considerando molteplici fattori. Questo sistema analizza le prestazioni di ogni servizio energetico dell’edificio, dall’isolamento termico dell’involucro agli impianti di riscaldamento, raffrescamento e illuminazione.
Il parametro fondamentale della nuova classificazione energetica è l’indice di prestazione energetica globale (EPgl), che misura i kilowattora necessari per metro quadro all’anno. Questo indice considera tutti i consumi: riscaldamento invernale, raffrescamento estivo, produzione di acqua calda sanitaria, ventilazione e illuminazione.
L’importanza della nuova classificazione energetica va oltre il semplice risparmio economico. Un immobile con classe energetica elevata garantisce maggiore comfort abitativo, minore impatto ambientale e valore immobiliare superiore sul mercato.
Le 10 classi della nuova classificazione energetica
La nuova classificazione energetica prevede dieci classi, dalla più efficiente A4 alla meno performante G. Ogni classe corrisponde a specifici intervalli di consumo energetico:
- Classe A4: consumo ≤ 0,40 EPgl (massima efficienza)
- Classe A3: 0,40 < EPgl ≤ 0,60
- Classe A2: 0,60 < EPgl ≤ 0,80
- Classe A1: 0,80 < EPgl ≤ 1,00
- Classe B: 1,00 < EPgl ≤ 1,20
- Classe C: 1,20 < EPgl ≤ 1,50
- Classe D: 1,50 < EPgl ≤ 2,00
- Classe E: 2,00 < EPgl ≤ 2,60
- Classe F: 2,60 < EPgl ≤ 3,50
- Classe G: EPgl > 3,50 (minima efficienza)
La nuova classificazione energetica considera anche le future normative europee, che potrebbero richiedere una classe energetica minima D per tutti gli edifici residenziali entro il 2033.
Come calcolare la classe energetica del tuo immobile
Per determinare la posizione del proprio immobile nella nuova classificazione energetica, è necessario rivolgersi a un tecnico qualificato. Il professionista può utilizzare due metodologie: il calcolo da progetto per edifici nuovi o significativamente ristrutturati, oppure il rilievo sul posto per gli altri immobili.
Il tecnico analizza numerosi parametri per definire la nuova classificazione energetica: caratteristiche dell’involucro edilizio, tipologia e prestazioni degli impianti, orientamento dell’edificio, zona climatica e sistemi di ombreggiamento. Questi dati confluiscono nel calcolo dell’EPgl, che determina la classe energetica finale.
L’APE, documento che certifica la nuova classificazione energetica, è obbligatorio per le compravendite dal 2009 e per le locazioni dal 2010. Questo attestato ha validità decennale e deve essere aggiornato in caso di ristrutturazioni significative che modifichino le prestazioni energetiche dell’immobile.
Strategie per migliorare la classe energetica
Investire nel miglioramento della nuova classificazione energetica del proprio immobile comporta vantaggi economici e ambientali a lungo termine. Gli interventi di riqualificazione energetica riducono i consumi, abbassano le bollette e aumentano il valore dell’immobile.
La nuova classificazione energetica può essere migliorata attraverso tre tipologie principali di interventi: strutturali, sugli infissi e sugli impianti. La scelta degli interventi dipende dalle condizioni iniziali dell’edificio, dal budget disponibile e dagli obiettivi di miglioramento.
È importante pianificare gli interventi considerando i bonus e gli incentivi statali disponibili per la riqualificazione energetica, che possono rendere economicamente vantaggiosi investimenti significativi per migliorare la nuova classificazione energetica.
Interventi strutturali per l’efficienza energetica
L’isolamento termico rappresenta l’intervento più efficace per migliorare la nuova classificazione energetica. Il cappotto termico esterno elimina i ponti termici e riduce drasticamente le dispersioni energetiche, garantendo comfort abitativo e risparmio energetico.
Quando il cappotto esterno non è realizzabile, si può optare per l’isolamento interno o l’insufflaggio delle intercapedini. Questi interventi, pur meno efficaci del cappotto esterno, contribuiscono comunque al miglioramento della nuova classificazione energetica.
La coibentazione del tetto e degli ambienti non riscaldati (cantine, garage) completa l’isolamento dell’involucro edilizio, massimizzando l’efficacia degli interventi sulla nuova classificazione energetica.
Il ruolo degli infissi nel miglioramento energetico
La sostituzione degli infissi può migliorare significativamente la nuova classificazione energetica, influendo dal 20% al 30% sull’isolamento complessivo dell’edificio. Serramenti di ultima generazione con vetri basso-emissivi e telai termicamente interrotti riducono le dispersioni termiche.
Un intervento ben progettato sugli infissi può far guadagnare fino a due classi nella nuova classificazione energetica. La scelta deve considerare il rapporto costo-beneficio e l’integrazione con altri interventi di riqualificazione energetica.
Migliorare la nuova classificazione energetica attraverso la sostituzione degli infissi rappresenta spesso il primo passo di un percorso di riqualificazione più ampio, che può includere l’aggiornamento degli impianti e l’isolamento termico dell’edificio.
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